Team EKO BOXcasetta prefabbricataTempo di lettura: 5 min

Casa container o casetta prefabbricata in legno: le differenze

Case container e casetta prefabbricata in legno, un confronto senza filtri: come sono fatte, quanta manutenzione richiedono con il passare degli anni, in quanto tempo si posano e che faccia ha la facciata.

Modulo con rivestimento in legno accanto a una casetta tradizionale

Una casetta prefabbricata in legno e una casa container danno la stessa risposta: uno spazio dove vivere, in tempi rapidi, senza un cantiere che si protrae per un anno. Poi le due soluzioni prendono strade diverse.

Il legno porta con sé il calore e una tradizione che in montagna non si mette in dubbio. La fabbrica ce l'ha il modulo in acciaio. Per capire quale delle due cose conta di più nel suo caso, serve questo confronto.

Due prodotti che rispondono alla stessa domanda

Di solito chi punta su una casetta prefabbricata abitabile dispone di un terreno, di un budget insufficiente per una casa in muratura e di scarsa pazienza. La risposta del legno sta nelle pareti in tavole o in pannelli a telaio, che una squadra monta sul posto nell'arco di qualche settimana. La risposta del container è invece un modulo finito in fabbrica, 550 × 240 × 270 cm, consegnato su camion e posato in poche ore.

Per una casetta prefabbricata da 30 mq, con il legno si ottiene un corpo unico; con il container si ottengono due moduli accostati, dove la parete in mezzo sparisce. Lo spazio interno che risulta è simile. Tutto il resto, invece, cambia: cosa regge la casa, quanto lavoro richiede negli anni, in quanto tempo ci si entra.

Tiny house con facciata in legno

Struttura: telaio in acciaio contro pareti in legno

Nel modulo c'è un telaio in acciaio, saldato, protetto e verniciato, realizzato con profili scatolari da 3 mm. Nessun carico grava sulle pareti: si tratta di pannelli sandwich da 100 mm con poliuretano all'interno, perciò la coibentazione è già nella parete e non uno strato aggiunto in un secondo momento. Il telaio è progettato per essere sollevato: è questo il motivo per cui, se un giorno cambia il terreno, la casa si sposta con la gru.

In una casetta in legno, la struttura è data dalle pareti stesse. Se si sceglie un blockhaus in tavole massicce, l'isolamento arriva dal legno, ma per viverci d'inverno serve in genere un secondo strato coibente; con una casa a telaio in legno, invece, l'isolante si colloca tra i montanti e la chiusura avviene con pannelli. Il sistema funziona. In montagna funziona da secoli. Richiede però un basamento eseguito con maggiore cura, dato che il legno a contatto con l'umido è il primo punto a cedere.

Manutenzione nel tempo: vernice, insetti, umidità

Una mano di impregnante va data ogni uno o due anni a una facciata in legno che prende sole e pioggia. Serve un fine settimana con scala e levigatrice, e chi salta l'intervento per tre anni se ne accorge: il lato sud si ingrigisce, si aprono le fessure, nella fibra entra l'acqua. Il legno trattato resiste agli insetti, quello lasciato a sé stesso no.

L'acciaio verniciato non richiede carteggiatura né impregnante: si lava. La vernice sugli spigoli e sui punti di sollevamento rappresenta il punto debole, e va controllata ogni primavera. Una scheggiatura ritoccata in dieci minuti resta un ritocco; se la si ignora per due inverni, diventa ruggine. Il calendario, in breve:

  • legno: ogni anno oppure ogni due serve l'impregnante, va tenuto sotto controllo il tarlo, il fondo deve essere asciutto
  • acciaio: lavaggio, ritocco della vernice sugli spigoli
  • WPC: lavaggio con acqua, nessun trattamento
  • due cose: le guarnizioni dei serramenti e lo scarico dell'acqua dal tetto

Tempi: fabbrica contro cantiere

Il modulo nasce in fabbrica, mentre fuori piove e gli impianti vengono montati al banco. Tra la conferma e la posa intercorrono 3-6 settimane; in questo periodo lei predispone il piano d'appoggio, cioè plinti o platea, entrambi livellati. Il camion giunge il giorno della consegna, la gru effettua la posa, poi si provvede agli allacci di acqua e corrente. Alla sera è casa.

La casetta in legno si consegna in kit oppure in pannelli, e il montaggio avviene sul posto. In qualche settimana una squadra brava chiude il corpo della casa; dopo di che subentrano impianti e finiture interne, ciascuno con il proprio fornitore e la propria data. Quando il tempo è bello, tutto funziona. In Friuli, a novembre, il cantiere si ferma e aspetta.

La differenza sostanziale sta altrove: bagno, cucina e climatizzatore, in una tiny house realizzata in container, sono già collaudati al momento della consegna. Se invece si sceglie il legno, questi tre impianti diventano tre cantieri distinti all'interno del cantiere principale.

Aspetto: quando il container sembra una casa in legno

L'obiezione che si sente più spesso riguardo al container riguarda il suo aspetto, che ricorda appunto un container. Questo è vero quando si parla del modulo in lamiera a vista, ma non vale più con il rivestimento in WPC: si tratta di doghe in composito di legno e polimero, con oltre duecento decori che vanno dal rovere chiaro al quasi nero, applicate in fabbrica sul fronte oppure su tutti i lati. A un metro di distanza sembra legno verniciato; a mezzo metro ci si accorge che non lo è, e in compenso non richiede impregnante.

Chi desidera il legno autentico lo sceglie per la tradizione e per il tatto, e fa bene, mettendo in conto la manutenzione. Chi invece vuole l'aspetto del legno risparmiando un fine settimana all'anno ordina il modulo con telaio in acciaio sotto e facciata in doghe. Entro 24 ore arriva il preventivo scritto, con decoro e dotazione.

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